Enneagramma

6L’enneagramma è un’antica disciplina iniziatica, scoperta dal filosofo mistico armeno Georges Ivanovic Gurdjieff in un monastero del Turkestan all’inizio degli anni Venti. Essa suddivide l’agire umano in nove enneatipi (tipologie comportamentali, modi di rapportarsi con l’esterno), che si iniziano a strutturare nell’infanzia e scolpiscono nel tempo i nostri tratti caratteriali più tipici (carattere deriva dal greco charassò, scolpire, forgiare). Ogni enneatipo presenta con sè dei tratti fondamentali (temperamento, paure, meccanismi di difesa, strategie di seduzione, di scontro o di fuga), che possono alla lunga rappresentare una sorta di gabbia in cui rimanere impigliati qualora smettiamo di metterci in discussione e rivolgiamo le energie alla difesa ostinata delle nostre pretese nevrotiche. Gurdjieff diceva che “ogni uomo possiede un tratto caratteristico, un’escrescenza del suo atteggiamento emotivo verso se stesso; la nostra vita è controllata da questi tratti caratteristici che sono fondati sulla vanità (amore di sé), timore, avidità, sesso e menzogna”.

I nove caratteri dell’enneagramma possono ben considerarsi come nove archetipi di personalità. Claudio Naranjo, psicologo cileno che contribuì notevolmente a divulgare la teoria di Gurdjieff nell’Occidente, dice a proposito: “Possiamo pensare al carattere come uno scheletro mentale simile ad una struttura di cristallo (archetipo), che può rompersi in molti modi  ma tutti predeterminati; allo stesso modo, fra tutte le principali caratteristiche strutturali, nella personalità di un individuo (come risultato dell’interazione tra fattori innati e fattori ambientali) una sola di queste avrà la preminenza, mentre le altre rimarranno su uno sfondo più o meno remoto. I nove archetipi di personalità presenti nell’enneagramma costituiscono quindi un insieme organizzato di strutture caratteriali, con rapporti specifici, contrasti, polarità e relazioni di vicinanza”.

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Ecco i tratti più distintivi per ciascuno dei nove enneatipi:

  • Enneatipo uno (il perfezionista) Critico verso se stesso e verso gli altri, nella presunta sicurezza che ci sia un “modo giusto”. Si sente eticamente superiore, ma ha paura di sbagliare. Fa grande uso delle locuzioni “si deve” e “bisogna”
  • Enneatipo due (il donatore altruista) Chiede affetto e approvazione. Vuole ottenere amore e riconoscimento rendendosi indispensabile. Manipolativo, in possesso di molti sé, ne mostra uno diverso a ogni persona vicina. Seducente in modo invasivo e quasi aggressivo
  • Enneatipo tre (il manager esecutore) Vuole essere amato attraverso i fatti e i risultati. Competitivo. Ossessionato dalla propria immagine di vincitore e della corrispondente posizione sociale. Maestro dell’apparenza. Confonde il sé con la professione
  • Enneatipo quattro (il romantico tragico) Attratto da ciò che è irraggiungibile, il suo ideale non è mai qui e ora. Tragico e malinconico, umore oscillante. Temperamento artistico, sensibile e un po’ vittimista. Si blocca su un amore lontano. Devoto alla bellezza
  • Enneatipo cinque (l’osservatore eremita) Mantiene una distanza emotiva dalle cose e dalle persone. Protegge il privato, non si fa coinvolgere. Fare a meno è la sua difesa contro il coinvolgimento. Suddivide i doveri in scomparti. Teorizza la vita piuttosto che viverla
  • Enneatipo sei (lo scettico leale) Timoroso, roso dall’indecisione, in bilico nella perenne indecisione “dentro il branco-fuori dal branco”. Ha paura degli altri perché esporsi significa venire attaccati. Soldato fedele, amico fidato. Si impegna per una causa
  • Enneatipo sette (l’artista epicureo) L’eterno fanciullo che non si lega alla responsabilità e che vive in un mondo di possibilità. Si accosta alla vita senza mai entrarvi. Amori occasionali, superficialità, avventura, edonismo, felicità (presunta), amico stimolante
  • Enneatipo otto (il capo) Estremamente protettivo. Va all’attacco per se stesso e per gli amici. Combattivo, gli piace la lotta e se ne fa carico. E’ l’eroe per antonomasia. Manifesta apertamente rabbia e forza. Eccessivo in tutto quello che fa
  • Enneatipo nove (il mediatore diplomatico) Ambiguo, considera sempre tutti i punti di vista. Si dimentica dei propri bisogni primari. Tende a narcotizzarsi attraverso il mangiare, il bere e la televisione. Sempre consenziente, esprime indirettamente una rabbia che tende a covare nell’interiorità

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